Mariella Colonna ALLEGORIA DELLA CONDIZIONE INFERNALE DELL’UOMO SULLA TERRA – Commedia, Il Carnevale di Venezia – Parte II Scena I – Traduzione in inglese di Adeodato Piazza Nicolai e una poesia di Giorgio Linguaglossa 

Giorgio Linguaglossa

Premessa di Mariella Colonna

Sperimentare è il segreto di qualunque processo innovativo nei più vari settori della scienza e della cultura.

Scrive Mary Lou Cook,  scrittrice americana artista e autrice di saggi: “Creatività è inventare, sperimentare, crescere, assumersi dei rischi, rompere regole, fare errori e divertirsi.” E io sono in piena sinergia con questa lineare interpretazione della creatività che è incentivo continuo a tentare il nuovo.

Tra le varie forme di sperimentazione quella che ha come oggetto il linguaggio è, per me, di grande interesse per la continua scoperta a cui  conduce l’inesauribile potenzialità della parola a rinnovarsi e autogenerarsi... annullandosi.

E qui devo rivelare un particolare importante della “storia”.

Le poesie di Giorgio Linguaglossa sono molto vicine al teatro nella struttura stessa in cui trovano forma e per la presenza di personaggi inventati o da lui inseriti per “sim-patia” da opere di altri poeti: da qui è nata l’idea di “sperimentare” (repetita iuvant) quel mix tra poesia e teatro da cui ha preso anima e vita l’ “Allegoria”.

Che cosa è dunque l’“Allegoria”? Un controllato delirio in versi e prosa? Un curioso poemetto animato da note presenze di poeti della NOE e delle loro creature poetiche? E’ questo e forse altro ancora, ma non si propone come “POESIA” o Scrittura poetica. L’”Allegoria” è un testo aperto, su cui è possibile indurre l’evento della parola che si distrugge e si ricrea, scivolare o rimbalzare di battuta in battuta per dare corpo ad una nuova soluzione espressiva, ad un personaggio che vuole nascere o risorgere a tutti i costi e...forse nascerà, forse no.

All’“Allegoria” mancano tante immagini, situazioni, personaggi, tanti scultorei versi di Giorgio Linguaglossa, molte icone poetiche di Mario Gabriele, di Steven Grieco, i versi solari di Chiara Catapano, lo scavo quasi archeologico di parole nelle ultime poesie di Donatella Costantina Giancaspero, i neologismi poetico-materici di Lucio Mayoor, i languori essoterici delle Novissime idee-avanguardia di Gino Rago e Antonio Sagredo, i raffinati sprofondamenti di Letizia Leone... e magari altri versi imprevedibili di Luigina Bigon e di Adeodato Piazza Nicolai e tanto altro ancora...

Chi avrà la pazienza di leggere questa mia premessa-testimonianza forse potrà aggiungere qualcosa di bello e di nuovo all’“Allegoria” e alle follie del Carnevale di Venezia gestito dal simpatico diavolaccio innamorato: il Signor Kappa.

 

 

PERSONAGGI
 

Le Maschere e le Ombre;

GiorgioLinguaglossa (alias Gi.Elle., alias Fantasma 2);

Giulio Cesare (alias Gi.Elle, alias Fantasma di Giorgio) ;

Signor Kappa (alias Kappa) ;

Prima ombra (alias K2);

Il Fantasma di Lacan;

Il Fantasma di Emme.Gi. (alias Mario Gabriel, alias Antonio);

Antonio (alias Emme. Gi.);

2° cittadino;

Evelyn (personaggio di Mario Gabriele);

Una mascherina mascherata (Odette di Emme.C.);

Fantasma coronato di alloro (alias Poeta, alias Gino Rago);

Giovane bionda bellissima (alias Elena moglie di Menelao);

Anziana signora giovanile (alias Ecuba Regina di Troia);

Costantina-Costanza (figlia di Costantino, alias Donatella-Costantina Giancaspero);

Cenerentola-Luigina (alias Luigina Bigon);

Il Clown (alias Adeodatto Piazza Nicolai, alias Principe, alias Poeta);

Coro delle maschere;

Gino Rago (alias Il Poeta coronato di alloro);

Ecuba Regina di Troia;

Elena, moglie di Menelao rapita da Paride;

Gi.Esse. (alias Giovane Sconosciuto).

Giorgio Linguaglossa

                                     

IL CARNEVALE DI VENEZIA

PARTE  II

                                                    

Scena I

Testo teatrale di Mariella Colonna liberamente tratto e ispirato da alcune
poesie inedite di Giorgio Linguaglossa:
La notte è la tomba di Dio

 

 Regia di Mariella Colonna

Giorgio Linguaglossa

Carnevale delle Ombre

 

Notte stellata. Carnevale. Venezia.

«Benvenuti al Carnevale delle Ombre!», disse una voce.

L’angelo Achamoth dai dodici occhi

che non guardano che i propri occhi, gridò:

«Toglietevi la maschera!».

Ed entrammo, con altri prigionieri, nel corridoio delle ombre eterne.

C’era una ressa del diavolo.

Statue bianche si avviavano sotto un giogo di ferro e calcestruzzo

eretto, a destra e a sinistra, tra le finestre cieche lungo

un ambulacro alle cui pareti pendevano

migliaia di volti in cornici dorate.

I volti dipinti parlavano tra di loro.

Dicevano: «Non fate entrare le ombre maledette!

Sbarrate loro l’ingresso!».

[...]

Mi accorgo che dalla porta entrano in molti.

Dicono: «Buongiorno» e «Addio».

E ritornano nel buio da dove sono venuti.

C‘è ressa; dei figuri vogliono entrare dalle finestre.

Bussano ai vetri delle persiane sbarrate,

lottano anch'essi con le ombre.

“Vogliono diventare ombre”, pensai con raccapriccio

e mi meravigliai di quel pensiero.

[...]

Una triplice voce piovve dall’alto, dai microfoni

degli altoparlanti nascosti nel buio:

«Benvenuti nella galleria dei quadri morti».

«Lasciate i vestiti su questa spiaggia».

Noi lasciamo i vestiti sulla spiaggia ed entriamo nel mare,

fino alla cintola.

Entrano in noi lentamente le ombre bianche

come inchiostro nella carta assorbente.

E scompaiono.

[...]

La voce ritorna nel microfono.

Gare de Lion.

Il microfono cammina nella sala d’aspetto.

Il quadro si attacca alla parete. Il mare si ritrae dalla spiaggia.

Le ombre lasciano i corpi

e camminano nel volo dei gabbiani bianchi.

 

Giorgio Linguaglossapersonaggi presentati nelle poesie di Giorgio Linguaglossa e Mario Gabriele

 

Mariella Colonna

Ha inizio laseconda parte dell’Allegoria. I personaggi reali  sono trattati alla stessa stregua dei personaggi presenti nelle poesie di Linguaglossa e di Mario Gabriele


La notte stellata avvolge tutta Venezia

che il cielo adora perché può specchiarsi

nelle sue acque avide di stelle. Questa notte

è unica, speciale, fantastica e antiretorica.

 

“Si realizza dopo millenni di attesa

Il Carnevale delle Ombre per mio merito.

Sono il Signor Kappa, conosciuto nel mondo intero

e soprattutto nell’Al di là che adesso è Al di qua!!!

Ebbene, questa primizia cosmica

è affidata alle mie cure...

Ed io, parola di Kappa, vi dimostrerò che posso realizzare

tutti i vostri desideri... C’è, all’inizio dello spettacolo,

una grande novità: “L’invito al Carnevale delle ombre,

nella poesia di Gi.Elle.,

vi è rivolto da un Angelo. È l’Angelo Achamoth!”

 

La Prima Ombra mascherata che somiglia al Signor K2,

a noi ben noto grida in silenzio con tanta forza

che tutte le Ombre mascherate accorrono ad ascoltare.

 

“Dite la verità, quest’Angelo è, come voi, Kappa,

assai poco raccomandabile: ha dodici occhi

che guardano nei propri occhi, ah ah ah!

non vede che se stesso alla rovescia!”

 

Kappa“ Signore, voi non per me... non siete un’Ombra,

siete mascherato da Ombra e perciò non siete credibile.

Obbedite al comando dell’Angelo!”

 

Prima Ombra“Giammai”! “Io sono qui per nobili ragioni, non posso obbedire

ad un Angelo perverso che si traveste di luce.

Comunque attenderò in disparte gli eventi.”

“D’accordo, ma non provi ad alimentare le sommosse”

 

“C’era una ressa del diavolo”commenta tra sé K2,

da questo angolo posso tenere sott’occhio

tutta la situazione fino al momento della verità

che attendo ormai da lunghi e per me dolorosi secoli.

Per ora niente di sospetto, vedo soltanto  statue bianche ...

sotto un giogo di ferro e calcestruzzo, prigioniere...

Altro che Carnevale! E i volti nelle cornici

che parlano tra di loro: “Non fate entrare le ombre maledette!”.

 

“È la  conferma che il Signor Kappa, accecando i nostri occhi

con lo splendore di Venezia che trapela

dalle finestre chiuse, sta tramando qualcosa.

Devo stare attento a non farmi prendere dalle sue magie.”

Giorgio Linguaglossa

 

Una voce come di tuono:

 

 

“Signore Ombre comincia lo spettacolo!

Signore Maschere comincia lo spettacolo!

Siete pronte ad uscire e ad entrare in scena?”

Un rombante coro di siiiiiiii fa esplodere

lo spazio scenico e, « da una parte dalla porta, entrano in molti.

dicono: «Buongiorno» e “Addio».

E ritornano nel buio da dove sono venuti.
 

“Poi accadono cose ancora più folli”... dice K2

Era tornato in mezzo alle Ombre, attratto dall’assurdità della scena

“Su ordine di una triplice voce dall’alto noi lasciamo i vestiti

sulla spiaggia ed entriamo nel mare che non vedo, fino alla cintola.

Entrano in noi lentamente le ombre bianche

come inchiostro nella carta assorbente. Ma, che mi succede?...

A la gare de Lion... vedoil mare!... si ritrae dalla spiaggia. Non so più

dove sono.”
 

Ora una musica violenta in Piazza San Marco

suoni tribali e canti afrocubani spezzano la soprarealtà.

Irrompono le Maschere e le Ombre in Maschera tutte insieme,

trascinate da vortici di vento e onde-musica

con squilli di trombe d’argento e risate scintillanti.

Gli occhi brillano sotto le Maschere,

“Adesso danziamo!” “Non c’è altro da fare!”

Cominciano a vorticare colori, ampie gonne, squilli

di rosso, cobalto, oro, verde smeraldo, cielo buio stellato, riflessi.

Microriflessi argentini con potenza allarmante

creano una rete di interferenze, di sinergie

cambiano forma da laser filiformi a fiori esotici a

strane parvenze che si animano,

una color verde ramarro prende forma umana:

impone il silenzio anche a Kappa.
 

“Capisco il vostro entusiasmo e la passione del Carnevale

dopo eoni di silenzio umbratile, ma c’è in “ballo”

la sorte dell’umano genere: e, per uscire dall’ ”empasse”

cosmico, le potenze meta metafisiche hanno dato a me,

che sono” - fa un grande inchino -

"Il fantasma di Lacan”.

Qui presente come “infiltrato” a tutti noto come tale

e, per l’occasione, dotato di poteri speciali.

(Kappa fa una smorfia)

“Sapete bene che i vostri EGO,

(antichi “io”  fossilizzati), nella NOE

(NUOVA ONTOLOGIA ESTETICA), non hanno più alcun potere.

Per ora li sostituisco io, che adesso ho pieni poteri

nell’immenso campo ondeggiante

di potenziali forme e realtà nascenti

della POESIA! Signori, questa megafesta,

se parteciperete davvero, vi farà realizzare

il Desiderio di ogni grande Uomo o Donna

che, al centro dell’essere,

è anche e sempre LA FELICITA’.

Ma la condizione perché essa si conceda a voi

è il Mistero-“cosa”, il misterioso silenzio dell’anima

e dell’Ombra che adesso si uniranno

nella musica senza suoni che riannoda tutti i legami!”

 

Kappa: “Non ti allargare troppo, Fantasma poetico,

ricordati che se invaderai in mio territorio

per te saranno guai!”. Un tuonofulmine

attraversa tutta la piazza...

F.di L.”Stanotte non riuscirai a fare danni,

caro Kappa. Controlla, se vuoi,

questo permesso speciale firmato

dall’Autorità Suprema che ben conosci.

Kappa: “Disgraziato fantasmucolo della Poesia,

tu che non hai alcun potere tra gli umani

pensi di sfidare proprio me, Principe di questo mondo?”

 

“Non credi ai miei poteri? Allora guarda!”

F.di L. emana luce fosforescente e, con un gesto

ampio e deciso: “Ecco una scena

creata dal nulla!”

Che parli il fantasma di Giorgio, ne ha la facoltà!

 

“Sul far della notte, dalla vetrata che dà sul mare,

alla tenue luce delle stelle, dopo il tramonto della luna,

puoi scorgere nel sentiero di ghiaia tra le tamerici

e gli acanti la coda di pavone della gonna scarlatta

di Madame Sosostris...”

 Giorgio Linguaglossa Giorgio Linguaglossa

Coro delle OmbreMaschere:

 

“Chi è Madame Sosostris?

“Io non posso dirvelo. Vi do una traccia soltanto: La terra desolata di...”

Il vostro   gioco di Carnevale deve essere

la più appassionata ricerca della verità

su personaggi inquietanti della Storia passata, presente

forse anche futura. Non ci sono più divisioni nel tempo

e neppure tra morte e vita: oggi le Ombre del passato,

i Fantasmi della Poesia, come son io, son più vivi dei “vivi”

parlano, spiegano, aiutano a creare mondi nuovi

nuovi linguaggi...nuovissime parole...”

 

Kappa sibilando“La poesia è illusione, inganno per le anime deboli”.

Un coro di poeti gli urla contro:

 

“Taci, demonio ingannatore! Oggi è la grande occasione

per coloro che hanno in cuore la Poesia:  potranno realizzare

Il GRANDE SOGNO! Quindi all’opera, tutti,

sono con voi finché non avrete

sciolto l’ENIGMA e...la durezza dei vostri cuori!”

 

A destra, nell’immensa piazza

un gruppo di ombre abbandona i corpi e le maschere

e camminano nel volo dei gabbiani bianchi.

Kappa sibila come serpente: “Ecco l’altro Fantasma,

quello del famoso Gi. Elle. Che con il suo verso ha fatto fuggire

un gruppo di Ombre che odiano la poesia,

oppure la amano troppo... forse stanno inseguendo

quel suo verso, attratte dal volo dei gabbiani... che guaio! (grida):

“Ehi voi, sì dico a voi! Tornate subito indietro!

Vi attende la dannazione eterna! Ehm, volevo dire

la gioia del Carnevale cosmico!”

 

«Di qua, c’è il Ponte del Male, o del Bene, fate voi

- continua il buffone -

di là, c'è Venezia, la laguna di Murano e di maioliche,

i leoni alati di San Marco, le grazie femminili del Tiepolo,

i palazzi del Doge...».

[...] e , per fortuna, ecco

nove sorellastre vestite di rosso siedono all’ingresso.

Un sentiero di ghiaia si biforca.

Il primo conduce ad una torre di pietra grigia.

Il secondo conduce ad una torre di pietra bianca.

Ma è soltanto un abbaglio, entrambe le torri sono la medesima torre.

I prigionieri dell'ombra vagano inconsapevoli

da una torre all'altra.

 

Siamo nella Torre della Felicità”? chiede il Signor K2

 

“Ma quale Felicità?”

“Quella promessa ad ogni uomo della terra”, dice Gi.Elle.

 

Kappa: “Non dire cose assurde, Fantasma2! La felicità non esiste

è un fiore di carne e di sangue, è l’esaudimento del desiderio

nell’attimo dell’estasi... la felicità eterna di cui parli è

svanita per sempre, il grande Sogno dell’Eden è perduto

per voi, è perduto per voi, è perdutooo! lo volete capire o NO?”

 

Gi.Elle.: “Ne riparleremo, Mr. Kappa, voi non sapete che cosa sono

l’amore vero per un Popolo e la forza trascinante della Poesia...

non è una questione da risolvere in poche battute!”

 

Con queste parole Il Fantasma di GI. Elle. si trasfigura

nell’immagine reale, cioè in carne ed ossa,

dell’imperatore Giulio Cesare, vestito come nel giorno

tristemente famoso della Congiura al Senato,

con tracce di sangue vivo nei 33 punti delle pugnalate.

 

“Oggi sono qui per vivere insieme a voi questo Evento

che, per la prima volta nella Storia,

celebra la Poesia come una delle forme più alte

vera Politica, quella che nasce dal basso

come il grano dalla terra, che spetta a Noi seminare,

a Voi raccogliere. Nel momento storico che stiamo vivendo

tutti insieme, i morti che non sono più morti e i vivi

che devono tornare a vivere, la Politica

non trova più terreno né spazi umani per risorgere.

Perciò la grande forza della Poesia (che è creazione)

deve smuovere, rassodare irrigare i terreni esausti

dove i semi del nuovo non trovano

nutrimento, si seccano e diventano polvere.

Io sono qui per voi e per la mia verità,

ma prima ci sono gli amici che non hanno affondato

il pugnale nelle mie carni...voi per me siete

il Nuovo che avanza e dalle ceneri di Roma fa risorgere

l’antica gloria! Coraggio, Amici!

Chiudete gli occhi e forse riuscirete a vedere...

questo è il metodo efficacissimo che adesso usiamo”.

 Giorgio Linguaglossa Giorgio Linguaglossa

Kappa: “Basta, basta, Signor Giulio Cesare,

ne parlerete dopo...ora c’è in programma il divertimento...”

 

Le Ombre e le Maschere intimano a K. di tacere, ululando.

 

E Cesare continua:

“Se la realtà ora vi sfugge e si nasconde sullo sfondo,

verso di voi vengono i vivi fantasmi, i misteriosi fantasmi

dell’Inconscio, quella dimensione da cui è escluso

il maledetto “EGO” che ha condannato

anche me il giorno lontano delle Idi di Marzo!”.

 

Il fantasma di Emme.Gi. (Mario Gabriele) si toglie la maschera.

È Antonio e si rivolge alle Ombre, dopo aver guardato

con fervida ammirazione il Divo Giulio.

“Io sono qui per Cesare!!! E adesso ripeterò

quello che dissi più di duemila anni fa,

dopo l’assassinio del mio Amico:”,

ai suoi funerali, perché nessuno dimentichi!”

 

Kappa: “Spero che

vi limitiate alle parti essenziali, visto che si tratta di

una Festa di Carnevale!”

 

Coro delle ombre e delle Maschere:

“LASCIALO PARLARE, KAPPA!!! Te l’ha detto,

sono più di due secoli che aspetta.!!!”

Ebbene, sì, parlerò...il tempo è fermo, la notte sarà lunga.”

Lo spazio scenico si dilata,

Non ha più confini, le parole di Antonio lo occupano tutto lo spazio sonoro.

 

Antonio Amici, Romani, compatrioti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cesare, non a lodarlo..... Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma Bruto dice che fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore.... Quando i poveri hanno pianto, Cesare ha lacrimato: l’ambizione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e Bruto è uomo d’onore. Tutti vedeste come al Lupercale tre volte gli presentai una corona di re ch’egli tre volte rifiutò: fu questo atto di ambizione? Eppure Bruto dice ch’egli fu ambizioso; e, invero, Bruto è un uomo d’onore. Non parlo, no, per smentire ciò che Bruto disse, ma qui io sono per dire ciò che io so. Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo?.....

 

2° Citt. Erano canaglie, assassini: il testamento! Leggete il testamento!


Antonio  M’obbligate dunque a leggere il testamento? E allora fate cerchio attorno al corpo di Cesare e lasciate che io vi mostri colui che fece il testamento.
(...)

Antonio  Se avete lacrime, preparatevi a spargerle adesso. Tutti conoscete questo mantello: io ricordo la prima volta che Cesare lo indossò; era una serata estiva, nella sua tenda, il giorno in cui sconfisse i Nervi: guardate, qui il pugnale di Cassio l’ha trapassato: mirate lo strappo che Casca nel suo odio vi ha fatto: attraverso questo il ben amato Bruto l’ha trafitto; e quando tirò fuori il maledetto acciaio, guardate come il sangue di Cesare lo seguì, quasi si precipitasse fuori di casa per assicurarsi se fosse o no Bruto che così rudemente bussava; perché Bruto, come sapete, era l’angelo di Cesare: giudicate, o dèi, quanto caramente Cesare lo amava!”

 

Ombre e Maschere hanno seguito partecipando perfino con le lacrime:

 

Antonio: “Credete che sia stato inutile ricordare?...

Anche uno storico dei vostri-nostri tempi (il Mommsen) ha dichiarato

che Giulio Cesare è stato l’unico grande Imperatore di TUTTI i tempi!”

 

Scroscio di applausi che fanno andare in depressione Kappa.

Cesare prova pietà per lui:

 

“D’accordo, Kappa, non se la prenda,

prima della Grande Svolta faremo il Gioco che vi sta tanto a cuore!”

Giorgio Linguaglossa Giorgio Linguaglossa

Entra all’improvviso sulla scena Evelyn vestita in calzamaglia

grigiochiaro e veli a gradazione, traspaiono i piccoli seni.

 

Evelyn: “Signori Giulio Cesare e Antonio, cari Fantasmi ed Ombre...

C’è un evento imprevisto che deve far riflettere:

SONO STATE RITROVATE TRE PREZIOSISSIME SCARPE SINGOLE

CON ELEGANTI RICAMI di PIETRE di GRANDE VALORE!

Tre donne molto importanti hanno perso una scarpetta:

tra le Maschere ci sono tre Cenerentole, capite? ”

Non basterà che tre cavalieri scoprano le tre dame

che hanno perduto le scarpette

il gioco è più complesso e difficile: si tratta di decidere

il destino di tutti e sei i personaggi...”

 

Kappa si entusiasma: “Certo, cara Ragazza,

HAI CAPITO PERFETTAMENTE! Non tutto

è già deciso dall’inizio: la volontà e il desiderio

di Ombre Maschere e Fantasmi,

un mix davvero sconvolgente

potranno assecondare o trasformare del tutti i destini

(a suggerire “come”...ci penso io, eh eh he!)

 

Salta in mezzo alla scena un Giullare-Clown tutto colorato

e cerca di afferrare la scarpa rosa-lilla, preziosissima

“Io so di chi è!” Strilla il Clown, e si avvicina ad una

bella Maschera,. “No, l’ora non è scoccata ancora!”

ella dice, e lo respinge con grazia.

 

C’è chi ancora piange per Cesare e chi ride per le capriole

e gli sberleffi del Clown respinto, che geme sul

passare del tempo... e l’allontanarsi

dell’Oggetto del desiderio.

 

Una mascherina mascherata (potrebbe essere la mia Odette,

dice Emme.C.) canta a ritmo di ballata medievale...

Non pensate, non dubitate, non createvi altri problemi

Abbiamo per noi tutto il mondo, ci sono il Bene e il Male

se fate se fate largo largo al Bene lasciate subito subito il Male

che vi tiene prigionieri coi piaceri coi piaceri!

Pensate e non sempre dubitate, non createvi nuovi problemi!”

 

Evelyn si entusiasma e strappa la maschera alla mascherina...

“Lo sapevo che eri tu! Brava Odette, ben cantata a Kappa!

Speriamo che non infierisca contro di te...”

 

Odette: “Ma no! Che cosa ci può fare

in presenza di quasi tutto l’universo?

Ci farà diventare brutte e vecchie?

Ricordati che qui il tempo non può nulla contro di noi.

Lo possiamo plasmare, ridurre in nostro potere.

Guarda! E, con un gesto della mano OdetteMascherina2

Ferma tutta la scena. L’intera piazza è immobile,

tacciono le musiche. L’OROLOGIO SEGNA LE 23 .30,

sempre la stessa ora.

Il Clown, immobile, guarda meravigliato l’ora ferma.

 

In quel momento, tra luci che si intervallano,

spuntate dalle finestre delle case

e ondate luminose di origine stellare,

entrano in scena tre personaggi:

un Fantasma coronato di alloro, una giovane bellissima,

e un’anziana Signora ancora giovanile, pallida e severa che indossa

una tonaca bianca con la corona da Regina

e in mano le insegne regali.

 

Cesare li accoglie con grandi onori:

“Come vedete, benché il tempo sia fermo,

voi siete liberi dalla sua prigionia,

in virtù di qualcosa che adesso non vi posso rivelare.

Ma dimmi, o nobile fantasma incoronato,

perché Sei qui?”

 

 

“Simile alla tua testimonianza di verità è la mia,

ma adesso neppure io posso parlare

per non interrompere il gioco interstellare delle scarpette preziose!

La notizia ha raggiunto le Alte Sfere e gli Angeli già fanno le scommesse...

Figuriamoci i demoni laggiù cosa staranno combinando!”

Giorgio Linguaglossa 

Giulio Cesare: “Ebbene sia! Andiamo con il Gioco!

Riparta il tempo!”

 

Un movimento di occhiate nascoste dalle maschere

sposta il movimento del tempo da sinistra a destra

prima lentamente, poi sempre più velocemente...

Tutti si guardano preoccupati, ma Mario Gabriel li rassicura:

“Basta rallentare il movimento degli occhi, ma neppure troppo:

quel  movimento suscita una forte energia che permette al tempo

di addensarsi o reprimersi, seguendo le intenzioni del giocatore.

Nel frattempo guardate queste tre meravigliose scarpette,

mai sono state visto più belle di queste!

Le tre donne che le indosseranno

vivranno nel cuore stesso della felicità...

almeno durante il tempo che servirà loro per carpirne il segreto.”

 

Kappa: “Adesso basta! Avete parlato a sufficienza

e rischiate di distruggere il mio programma

che è molto, molto diverso dal vostro!

 

Mario Gabriel “Questo almeno lo avevamo capito!”

Riprendi il tuo posto di Leader, Kappa: adesso tocca a te!”

 

Kappa: “Ho osservato a lungo una Maschera troppo bella!

Troppo bella!, ha oggi scuri e guizzanti

come vivaci pesciolini e con lo sguardo insegue una scarpetta:

deve essere la sua, ma lei non la può prendere.

Glie la dovrà provare al piede il predestinato dal destino.

E tu chi sei, nobilissima e dolcissima dama?”

 

“Sono Costantina-Costanza, figlia dell’Imperatore Costantino,

molti mi hanno disprezzato e segnato a dito come una donna

crudele e  disumana, ma altri, per la mia conversione

al Vangelo di Cristo mi hanno considerata Santa!”

 

Kappa rimane in silenzio e continua a correre con la fantasia

Vive emozioni nuove, s’intenerisce,

prova perfino sdegno per la propria malvagia indole.

E parla tra sé.

 

“Creatura interessante, quasi divisa a metà tra

una natura crudele e bramosa di potere (proprio come sono io)

e una seconda natura predisposta alla santità...e poi

ha uno sguardo fatale, quegli occhi mi sono penetrati

nel fondo dell’anima. Ah, quale svolta del destino!

Non riesco a non guardare i suoi occhi, ma lei

mi sfugge...come, come farò con questa dolcezza in tutto il corpo

a portare avanti il mio maledetto proposito

di dannare di tutte le anime?”

 

Costantina-Costanza si lascia osservare, ma non ricambia.

Pensa ai suoi molti e antichi mariti e al suo nuovissimo amore

che ha scavalcato il tempo per raggiungerla.

Naturalmente lei sa chi è, ma lui non è sicuro che Costantina

sia Santa Costanza e non pensa che la sua crudeltà,

motivo di eccitazione per i contemporanei, possa essere entrata

come acqua di sorgente nel cuore di Kappa.

Non è però la crudeltà che attira il vecchio demonio....

 

A questo punto scocca la mezzanotte e si vede, in piena luce, la scarpa d’oro di Costantina ricamata di pietre preziose

 

Giorgio Linguaglossa

 

Kappa non riesce a frenarsi: “Voglio provare io la scarpetta

meravigliosa sul piedino dell’ ”adorabile dama”

e corre ad afferrarla sul banco centrale dove

sono appoggiate le scarpe.

 

Ma, in quel preciso istante, il tempo comincia a correre

precipitoso in avanti e, avvicinandosi alla nostra epoca,

viene intrappolato da molti orologi:

da quello della Torre di Piazza San Marco a quello

della Torre di Londra e di Praga e così via, la gente

impazzisce nell’intero mondo guardando l’ora,

si oscura il sole, la luna tonda e grande come il cielo

sembra avvicinarsi alla terra...poi tutto si placa

quando Giulio Cesare si accorge dell’incrinatura cosmica

si toglie rapidamente la maschera e rivela la sua vera

ultima identità: è Giorgio Linguaglossa che corre

più rapido di Kappa verso la scarpetta d’oro

e la infila nel piede di Costantina,

mentre lei si toglie la maschera da Santa Costanza.

I due hanno fatto la scelta del proprio destino comune

si abbracciano e Giorgio dice: “Forse il Demonio si è redento

per amor tuo...un vero colpo di fulmine! l’umanità è salva!”

 

Kappa: “Macché salva macché salva! Cesare-Linguaglossa

Sei il solito visionario! Non credere di aver vinto,

quella donna è per me e non me la farò sfuggire.

Ci sono altre paia di meravigliose scarpette

riuscirò a convincerla di passare dalla mia parte!

Io mi sono innamorato dei suoi occhi,

ma non mi voglio redimere, ci mancherebbe altro!

 

Signori, fate il vostro gioco, mettetecela tutta mentre io

Trovo un modo per rovinare il destino

di questa coppia e del mondo!”

 

Gi. Elle. , con l’aiuto del Fantasma di Lacan,

ricorre alla forza cosmica poesia (che Kappa disprezza

perché non è fonte di ricchezza e di potere):

 

«Ciò che esiste è. Qualcosa di sempre nuovo

cambia volto e resta eguale. La clessidra dell'esistenza

si capovolge sempre di nuovo, e tu con essa».

Queste parole erano impresse sopra la porta dell’Albergo,

nel sotoportego a Venezia.

Chiunque entrava le leggeva e chiunque usciva le dimenticava.

[...]

Kappa: “Come come? Si può sapere che ...stai dicendo?

Parla chiaro, non ti capisco!”

Costantina se la ride e pensa :”Su certi argomenti il Kappa

Non è poi così preparato come dice di essere...”

 

                                                                       ***

 Giorgio Linguaglossa

SCENA SECONDA



Gi. Elle. e Fantasma di Lacan

 

In una notte come questa, in una notte di tempesta,

il firmamento nuota ancora verso la stella marina.

La stella prende l’ago e il filo. La trottola ruota attorno al suo apice...

E, sotto la lapide della Terra,

dormono gli ospiti del desiderio e della felicità.

 

Kappa: “Ahimè, sento che sto perdendo colpi...

Lo sguardo di quella donna, santa o non santa,

mi mette addosso un languore mai sentito,

provo emozioni...ma io chi sono? Certo non sono

più il Kappa di prima!

E poi quelle parole di Gi.Elle:

 

In una notte come questa, in una notte di tempesta,

il firmamento nuota ancora verso la stella marina.”

 

Parole struggenti, che non so ripetere,

ma che mi carezzano la vecchia anima, dentro

qualcosa si sta muovendo, una specie di fiore si apre

sul mio petto...primavera? Mai saputo che cosa sia,

mai dato un’occhiata ad un fiore.

 

Mario Gabriel, con voce di angelo che sconvolge Kappa.

 

Ci sono miracoli che non vedi.
Le lancette a mezzanotte.
Ti fermi e guardi il mondo scorrere.

Kappa: “Ma è vero, io non vedo! Non vedo i miracoli,!     Non è vero che chi non vede vede meglio, COME DICONO QUELLI  DELLA NOE!

 

M.ario Gabriel: “ma non c’entra, non hai capito il senso del “non vedere”, che fa esplodere l’immaginazione!”

Kappa: “Ah, Ok, forse comincio a capire,

ma sono, è difficile esprimermi... appena carezze di Poesia!”

Mario Gabriel: “Bravo Kappa, già ti sei espresso poetica-mente!” Adesso ascolta:

 

Piccoli prodigi portano le ore.
I giorni di febbraio sempre più corti e amari.
E poi uno gli vien da dire perché siamo qui.

 

Kappa: “Eh sì, anche a me adesso viene da dire così:

Perché sono qui?”

 

M.Gabriel: “Forse CAPIRAI se ascolti ancora la voce della poesia...

 


Mario Gabriel:  

 

A Vienna Sigmund trovò la via.
Le mazurke d’Europa.
Sempre viaggi nei giorni dell’anno.
Fuori di casa, qualcosa verrà:
cadeau o memorie d’amore.”

 

Kappa:Questa deve essere una magia d’amore:  i superstiziosi le chiamano così. Molte donne in passato sono andati a bruciare sul rogo per questa roba, le chiamavano streghe.

Ma la donna che mi ha preso il cuore è Santa... Comincio a credere che essere il Capo supremo del Male sia soltanto una grande sventura... Piange. La poesia è una forza a cui è impossibile resistere!”

Vado, vadoooooooo!”

 

Costantina-C.: “ Aspetta” (prova pietà) e porge a Kappa il fazzoletto ricamato:

lui lo afferra in ginocchio, asciuga le lacrime,

poi fugge via sconvolto. Prima le dice:

Santa donna, Costantina...comunque vadano le cose...MAI ti dimenticherò!”

 Giorgio Linguaglossa

Il popolo delle Ombre Maschere è in grande fermento: ormai il tempo si muove e si ferma a fasi alterne, fa le giravolte, si attorce a spirale, scivola su due binari in direzioni opposte. Elle. Gi. riprende la leadership della serata e tutto sembra calmarsi, l’euforia del popolo è a livelli altissimi, ma si riesce a contenere con la musica ritmata che innesca la “Ola”.

Scocca la mezzanotte. Il Pagliaccio corre verso la scarpetta a cui  rivolgeva lo sguardo la Maschera preferita. Afferra la preziosissima, mentre sta per infilarla al piede aggraziato della donna misteriosa, lo ferma il Fantasma di Lacan. / “Aspetta... tu sai chi è questa Mascherina? /”  “Ma certo che lo so, Lei è una delle più famose /  protagoniste delle Favole per bambini in tutto il mondo!”

F.di L. “sai che, in questo gioco, /  tu puoi anche cambiare il suo destino?” che cosa nascondi sotto la Maschera?”

Il Clown si strappa dal volto la Maschera e si toglie la tuta: / “E un Principe, un vero Principe!” / grida la folla mascherata, / gridano le Ombre... /  La Mascherina porge il piede e la scarpa è perfetta per CenerentolaLuigina.” Risuona nell’aria il Minuetto per Casanova.

CenerentolaLuigina: “Ma io son povera, che me ne faccio di un Principe? E lui che se ne fa di Me?”

Il principe: “Un momentoooo! Tu ancora non sai chi sono io veramente

... ti voglio parlare, aspetta.”. E declama i suoi versi:

    “Amore fedele, mi guidi   sul vasto sentiero               

     verso ogni arduo confine.

    Sei pensiero trascendente  della mia immanenza     

    Tu, amore di donna, sei la vigna eterna che mi nutre

     completi ogni mio giorno.             

                          Sei la mano amorosa, sei la rosa

      primaverile che cancella il mio duro inverno,

            Tu, o dolcissima sposa della mia vita complessa...”

    

CenerentolaLuigina: “Non sei un Principe, sei un Poeta!... Allora sì che ti voglio!”

Il Principe si toglie la seconda maschera di Principe.

Il coro delle Maschere : A-deo-dato! A-deo-dato! A-deo-dato!

Sei po-e-ta Sei po-eta!!!!!

 Giorgio Linguaglossa

Entra Kappa con un’espressione strana, triste ma piena di speranza.

( Tra sé )  “Qui si parla d’amore... mi tremano le gambe...

non so più vivere senza di lei: dov’è,

dove sei Costantina-C?” Lei è con Gi.Elle., si tengono per mano,

parlano sommessamente. Gi.Elle., per la seconda volta

prova pietà per Kappa e lo invita a bere insieme a Costantina

il mitico Campari rosso nei bicchieri di cristallo.”

 

Kappa: “No, grazie! Sono frastornato da sentimenti troppo umani!”

M. Gabriel: preso anch’egli da pietà lo invita a fare due passi e due chiacchiere, mentre Adeodato e Luigina danzano scambiandosi versi di pura poesia.

Adeodato: Sei la mano amorosa, sei la rosa /  primaverile che cancella il mio duro inverno, / Tu, o dolcissima sposa della mia vita complessa...”

CenerentolaLuigina:“Tu/ che dagli eventi / hai colto la forza / la tensione del passo... / trascini un carro / di errabondi inquieti / di mani che si aggrappano / tu / via di uragani / conosci le stelle e mani / mani raccogli / a sollevare la carne / sopra le zolle...”

F.di L.:  “Sono ben affiatati, anche se diversi:/ lui le parla d’amore, lei risponde / con versi di grande potenza espressiva / che potrebbero essere / rivolti /dall’uno all’altra a tutti e due...”

Kappa li guarda da lontano: nella famosa notte / di Carnevale ha capito

di avere fatto il più grande / errore della Storia metafisica...”Ho anche perso i miei poteri...vediamo:

Kappa: “Si spengano tutte le luci, anche le stelle!” Ordina, ma al contrario / si accendono le luci fosforescenti e colorate / in tutta Piazza San Marco. /

E chi guarda in alto, vede scintillare gli astri luminosi /  di una notte senza luna.

F.di L.: FORSE HO TROVATO UNA SOLUZIONE PER LEI: vuole entrare con noi in Poesia?”

Kappa: “Il problema è che non sono poeta

Mario Gabriel: “Idea geniale, caro Fantasma di Lacan!: Kappa può entrare nella NOE, DOVE AVRA’ ASSISTENZA MORALE E GUIDA ALLA NUOVA POESIA ESTETICA!

Kappa sorride: “Ditemi che l’assistenza morale me la darà / Costantina!

Giorgio Elle: “Te la darò io, che ti ho creato come personaggio! / Costantina potrà assistere, ma lei è Santa e inattaccabile, è una Sacerdotessa della Poesia... e tu resti sempre un soggetto pericoloso, nonostante le tue apparenti Buone intenzioni!!

Kappa: “Ebbene sì! Per amore di Costantina / diventerò Poeta, lo giuro!”

F.di L.: “Coraggio inventa un verso adesso!”

Kappa: “Ehm...vediamo, spero in un ricordo di scuola / Ah, ci sono. “E dal cul fece trombetta!”

F.di L.: “Ma che dici? È un verso di Dante per indicare un segnale ai dannati all’Inferno... e poi, rivolto ad una donna che ti ha fatto innamorare!”

Kappa: “Sì, hai ragione...ma sai, si tratta sempre di Dante! Comunque ne so una più garbata, con la rima: /  “Rosa fresca aulentissima  /  c’apare in ver l’estate  / le donne ti desiano / Fanciulle e maritate...”

F.di L.: “Giammai! Due parole finiscono in “ate” non vanno nella Nuova Poesia /  e poi hai copiato i versi di Ciullo D’Alcamo. La poesia deve uscire dal tuo cuore, dalla tua mente!

Kappa: “Provo...” O caro, caro, caro caro Nome

/che fai che fai che fai bruciare il cuore!”

F.di L.: MEGLIO, MA SEMPRE ORECCHIATO DA UNA ROMANZA!

Giorgio Linguaglossa

GIORGIO LINGUAGLOSSA mette a tacere Kappa e il Fantasma di Lakan.

Gi.Elle: “Che entrino adesso <Il Poeta coronato d’alloro> e le sue gentili accompagnatrici!”

Kappa (eccitatissimo): “Il Poeta (con la P maiuscola) e, /  perdipiù, coronato di alloro?” Io mi occuperò di lui  /  e lui mi insegnerà l’Arte della POESIA!  (si rivolge in modo adulatorio ai tre, inchinandosi e... accomodatevi, prego, al centro della scena... /  da qui potrete dominare  la prospettiva, l’ologramma, la sintesi dell’esistente!” (tra sé: più parolone dico e più mi considerano /  uno di loro, vero aspirante POETA!)

Gi.Elle.. “Signore Ombre, Fantasmi, Maschere e Poeti amici! / È qui tra noi un grande amico della Grecia del Mediterraneo e di Omero e amico nostro. /  Egli ha riportato tra noi l’illustre antica straordinaria / vicenda che vide Troia e la Grecia combattere per  10 lunghissimi anni /  con sofferenze immani e lutti da ambedue le parti. /  Togli quella maschera , Poeta, rivelati!

Il Poeta si toglie la maschera: è Gino Rago. /  Uno scroscio di applausi travolge la scena!

Gi.Elle.: “È soltanto grazie a lui se la Guerra di Troia / non ha distrutto le basi della cultura occidentale, a cui ha dato nascita spazio e ali la Grecia superstite! Per merito del nostro Poeta la Guerra di Troia è finita /  ma non è finita del tutto: ci ha lasciato in eredità /  due donne che hanno segnato la Storia. /  Ecco qui di fronte a voi, Signori, Elena di Troia e la grande Regina Ecuba, che ha portato in sé la memoria di una vicenda indimenticabile, animata da valori che oggi possono aiutarci a recuperare la dimensione umana dell’uomo!

Kappa: “Sarebbe ora che mi andassi a ripassare la Storia, CON TUTTI I DIAVOLI CHE HO PER LA TESTA... ma adesso, per fortuna mi aiuta anche qualche angelo coraggioso e... il pensiero di Lei, della dolce Santa Costantina che mi ha preso il cuore...”

Gi Elle. “Faccia silenzio Kappa,  /  cos’è questo rumoreggiare di pensieri?  Poeta Gino Rago: a Lei la parola!”

Gino Rago: “Popolo del carnevale cosmico,  / carissime Ombre, Fantasmi, Poeti amici! Questa volta io sono qui per Ecuba ed Elena, per le due grandi donne  della Storia e della Poesia: l’una con la sua straordinaria Bellezza  /  ha suscitato il conflitto che adesso richiamiamo in vita  /  per amore della verità storica;  /  l’altra per il coraggio con cui, rimasta sola  /  dopo la morte di tutti i figli, dell’unico nipote Astianatte e di Priamo amatissimo marito, non ha mai abbandonato il suo ruolo di leader  /  di un popolo glorioso, sconfitto  /  soltanto da uno strattagemma più violento delle stesse armi. /  Vorrei che adesso, dopo secoli di eventi /  queste due donne potessero esprimersi  /  di fronte al modo e alla dimensione metafisica a cui sono intimamente legate.

Ecuba: “Lascio la parola alla giovane donna  /  di cui si è tanto detto e, in verità, /  assai poco saputo: ella è stata oggetto di desiderio,  /  occasione di vendetta e di guerra,  /  ma tutto questo non ha nulla a che fare  /  con la sua storia personale. /  Parla, Elena...la tua ora è adesso o mai più!”

Elena: “ Grazie, mia Regina! Mi avevano detto che si trattava di un Gioco da bambini  /  per indurmi a partecipare  /  sono infatti poco incline a parlare di me...ma adesso capisco  /  che questo è un Gioco  /  forse pericoloso ma troppo importante per non affrontare il rischio/ di uno smarrimento irreparabile nei secoli...”

Kappa:  (tra sé)“Sul libro diStoria c’è scritto che questa donna /  ne ha combinate tante, ha suscitato guerra e violenza, /  quasi quanto me...interessante. /  Ah! Dimenticavo che mi sono convertito, meglio che non ripassi la Storia, /  mi può venire la nostalgia di certe bischerate che ho fatto  /  mettendo a soqquadro mezzo mondo  /  come a Hiroshima e Nagasaki. Meglio dimenticare la Storia. Sentiamo che cosa dice  / questo magnifico bocconcino dorato...però mai tenero e santo come Costantina mia!”

Elena:  “Soltanto Paride mi ha amato, forse anche Ettore  /  prima che  sposasse Andromaca. La mia famiglia ha sempre ignorato i miei sentimenti, /  le mie idee, i miei sogni. Allora le cose  / andavano così, non do la colpa a loro. /  Però nessuno al mondo avrebbe avuto il diritto  /  di usare la mia bellezza, che io non ho mai usato per me stessa  /  ma donato all’ amore di Paride  /  (un altro non compreso e avvilito nel suo ruolo di non-eroe). /  

Perfino Omero mi ha chiamato “cagna”. “Un Poeta a cui devo l’immensa fama,  /  che però non ha capito affatto il suo personaggio  /  forse, troppo femminile per lui, appassionato di avventure e di guerre. /  l’Amore mi ha spinto ad amare Paride e qualunque cara persona mi abbia amato. /  Nient’altro. Né la paura, né la solitudine, né il desiderio di ricchezze e di gioie inestimabili. Sono una donna che rappresenta la Bellezza  /  e mi sento responsabile della Bellezza che rappresento.../  perché so che un grande scrittore a voi contemporaneo ha detto (e non è l’unico)  / che la Bellezza salverà il mondo!”

Giorgio Linguaglossa

Applausi a non finire, tutto si colora di infinite luci che girano e si rincorrono creando una scena di straordinaria trasparenza e suggestione, la musica crea altre dimensioni di spazio che si intersecano e si valorizzano a vicenda.

Kappa: “Adesso ci sarebbe il Gioco, ma prima facciamo parlare la Regina, ne ha tutto il diritto.” (Ho un’idea che mi ronza per la mente, eh eh eh)

Ecuba: “Io non amo colorare di parole i sentimenti che provo, /  ma sono molto riconoscente al Poeta Gino Rago  che mi ha dato una nuova dignità,  / non tanto per le mie doti di coraggio e di resistenza al dolore  /  ma perché mi ha fatto comprendere l’importanza  /  del mio ruolo di madre e di donna che va al di là  /  di qualunque altro valore umano. /   Ed è questo il messaggio che porto alle donne del vostro tempo /  “Siate consapevoli che il destino del mondo  /   è nelle vostre mani e nel vostro cuore!  /  Anche Elena, che ha condiviso con me i suoi pensieri  /  è arrivata fin qui per dirvi questo:  “Coraggio, donne, PRENDETE IN MANO LE REDINI DEL MONDO!”

Kappa:  “Questo è anche il mio momento! Ho avuto un’idea!” Senza dire niente a nessuno corre ad afferrare la scarpettazzurra ricamata e color del mare e la infila nel piede di Elena: le sta perfettamente!

Kappa: “ Scusatemi tutti, ho commesso una gaffe....c’è qualcuno che ha più diritto di me di mettere questa preziosissima scarpina sul piede della Bellezza: non ho resistito, adesso che sono quasi santo ne combino più di prima, però, vi assicuro, non lo faccio con cattiveria!

Entra in scena un giovane mascherato e si china su Elena, la abbraccia e la guarda con tenerezza. Le infila di nuovo la scarpina, che è perfetta, ma non vuole rivelare chi è: non si toglie la maschera.

Elenasembra turbata...non riconosce il giovane con la maschera /  egli non parla ma continua a guardarla con tenerezza...

Elena: “Chi sei, dunque, oh giovane sconosciuto  /  che ti rivolgi alla Bellezza  /  nascondendo il tuo volto?”

G.Esse: “Sono il Mistero in cui si racchiude la Cosa”  /   più importante  / del pianeta e dell’universo intero...  /  (si diffondono le note della Traviata di Verdi ) ma il Gioco non prevede che, per ora, sia rivelato il Mistero / altrimenti il Male può preparare nuove armi e prendere il sopravvento,  /   è ancora molto forte...”

Il giovane sconosciuto scompare dalla scena ed Elena resta con le scarpette azzurre ai piedi... Gino Rago, Poeta coronato di alloro, le prende una mano e lei tende l’altra mano ad Ecuba: i tre accennano ad un delicato passo di danza...

GinoRago: “Adesso danziamo, non possiamo fare altro  /   che restare in sintonia con il cosmo e attendere...”

Kappa    :  (tra sé) “Credono di aver vinto, di aver estirpato il male dal mondo...non sanno quanto siano profonde le radici del Male, arrivano fino al centro della terra dove abito io...”

Costantina-C.: “Signor Kappa, si sente bene? Ha bisogno di aiuto?”

Kappa:  “Questa benedetta Santa mi fa dubitare di me stesso,  /  oltre il fascino del Male c’è l’incantesimo del Bene...  /  che dolcezza, che sguardo!...ma no, non posso tradire la mia missione che poi sono io: EGO SUM. Più EGO ci saranno e più io sarò un EGO esponenziale, gonfio, stracarico di potere!”

C - C.: “Ha una strana espressione, Kappa. Si confidi con me!.”

Kappa: “Ci sto pensando, ma pensare mi pesa molto  /  come se avessi piombo nel cervello!”

Giorgio Linguaglossa

Dunque Kappa non è più sulla scena, ma si sente con chiarezza la sua voce: egli infatti crede di non essere ascoltato perché non sa che sulla Piazza San Marco sono state installate microspie ad ogni porta di negozio e in ogni angolo o tavolino. Le microspie vengono attivate solo se riconoscono la voce di Kappa, che si è nascosto in un angolo buio e solitario dietro un ponticello..

Kappa: “Il demonio che si converte, sia pure per le grazie di un’affascinante creatura? Ma cosa credono? Sono bravissimo, io, a mentire...e col mio Gioco che racchiude il Gioco in una trappola, li sto beffando ben bene!... AH AH AH! Quando scopriranno la verità, tutte le loro balordaggini finiranno in fumo. E io avrò tempo per dialogare con quell’ANGELO-DONNA che è un sollievo infinito nella vita del Male Assoluto!

C - C: “Kappa, ho sentito tutto quello che hai detto!”

Kappa: “Noooo, sono rovinato! Ma come hai fatto?”

C - C:  “Le microspie riconoscono la tua voce e la amplificano per chi ha la possibilità di intrcettarle. Ma io sarò muta come un pesce, conosco gli intrighi del potere e non ci voglio cascare di nuovo. Una volta dentro non si più liberi! Per liberarsi bisogna diventare Santi: e ti assicuro che non è un’impresa da poco!”

Kappa: “Ti nomino mia Consigliera!”

C - C : “Èun grande onore, Capo, ma i SANTI come di deve non possono aspirare a cariche impegnative che distraggono da preghiera e contemplazione...”

Kappa (e coro delle Ombre Maschere, poeti e Fantasmi poetici): “Santa troppo simpatica! Co-sta-nti-na! Co-sta-nti-na! Co-sta-nti-na!”

Kappa: “Gi.Elle. , ex Divo Giulio, ha avuto buon gusto nella scelta!”

Elena: (un po’ contrariata) “Siamo venuti qui dai secoli dei secoli  /  e il pubblico fa la Ola e acclama una Santa. Di Sante ce ne sono moltissime ...di Elene di Troia e di Ecube Regine ce ne sono soltanto due! E poi noi abbiamo un’importante missione da compiere!”

Gi.Elle.: “Carissima Elena, io capisco che lei non abbia, da parte del pubblico, l’interesse che merita. Ma vede, per queste ombre è stata una grande sorpresa incontrarla e anche sapere che c’è una storica e Santa donna disposta a rendere un po’ meno malvagio il demonio che imperversa oggi nel mondo! In fondo, voi che siete qui avete una causa in comune: aiutare quest’umanità sconvolta di tutti i tempi con la vostra energia creativa...ma il Male non può cambiare con un colpo di bacchetta magica. Unitevi, donne della Storia, anche tu, bella Cenerentola, per rendere più sopportabile la vita in questo mondo. Noi Poeti vi aiuteremo, vero Gino Rago e Mario Gabriele, vero Adeodato? C’è anche Lucio Mayoor che non ha voluto abbandonare la sua maschera da guerriero, so che vuole combattere e come Poeta è già su un’ottima strada di rivoluzione espressiva: cambiando il linguaggio MORTO E SUPERATO cambieremo anche gli esseri umani che lo parlano!

Kappa: “Beh, ho capito, con tutte queste donne di mezzo io sono fottuto. Non c’è altra via neppure per me: se non voglio abbandonare la bella Costantina devo diventare POETA! Un diavolo di POETA, o un POETA del Diavolo? La prima soluzione mi sembra migliore.

Ma ho deciso di farlo e lo farò. Chiederò aiuto ai nuovi amici della NOE, salterò sull’Arca, ne farò di tutti i colori... e poi descriverò in versi le mie avventure. Credo che Dio stesso mi darà una mano, se vede che come POETA, sto davvero migliorando la mia vecchia e decadutissima anima. Forse sto esagerando... ma per fortuna abbiamo quel Giovane Sconosciuto che mi sembra interessante con il suo mistero... E? ancora tutto da vedere, da fare, da tramare, da distruggere e ricreare....

Giorgio Linguaglossa

Kappa: “Adesso,Maestro Linguaglossa, ci dia una spinta poetica per concludere: io già ho un quadernetto degli appunti per...non dimenticare. Coraggio, qualche suo verso!”

«Ciò che esiste è. Qualcosa di sempre nuovo

cambia volto e resta eguale. La clessidra dell'esistenza

si capovolge sempre di nuovo, e tu con essa».

Queste parole sono impresse sopra la porta dell’Albergo,

nel sotoportego a Venezia.

Chiunque entra le legge e chiunque esce le dimentica”

 

Kappa:“Mi accorgo che ha cambiato qualcosa...il tempo dei  verbi!”

Gi.Elle.: “Bravissimo, comincia ad avere orecchio per la musica!”

Kappa:  “Ancora qualche verso, per favore!...Sento che mi fanno bene come un bicchiere di buon vino!”

Gi.Elle.: “Allora le verso il mio vino, spero che le piaccia!”

 

In una notte come questa, in una notte di tempesta,

il firmamento nuota ancora verso la stella marina.

La stella prende l’ago e il filo. La trottola ruota attorno al suo apice...

E, sotto la lapide della Terra,

dormono gli ospiti del desiderio e della felicità.

 

Giorgio Linguaglossa

 

Dunque il Mistero... soprattutto il Mistero del Male e quello che vi si racchiude dentro restano il punto centrale della Nuova Ontologia Estetica. Ma non perdiamo la Speranza:

“Il firmamento ruota ancora verso la stella marina!”

 

Applausi a non finire e danza delle Ombre, Maschere, POETI, Bambini, Angeli, Fantasmi Filosofi e Pagliacci, con musiche dirette da Costantina-Costanza. Kappa prova a trascinarla in una danza, ma Gi. Elle ., la rapisce in un valzer tumultuoso che lascia Kappa  a bocca aperta.

 

Kappa: “Andiamo bene! Qui bisogna anche imparare a ballare...e io che non so muovere un passo di ballo...certo che l’AMORE è una terribile impresa!  Per ora preferisco restare quel povero diavolo cattivo che sono sempre stato, per ora. Poi si vedrà!”

 

Giorgio Linguaglossa

 

                                       CONCLUSIONE PROVVISORIA

                                                                                 

                                                   ALLEGORY

         OF MAN’S INFERNAL CONDITION ON THE EARTH

 

 

CHARACTERS 

Masks and Shadows

Giorgio Linguaglossa (alias Gi. Elle., alias Phantom2);

Giulio Cesare (alias Gi. Elle., alias phantom of Giorgio);

Mister Kappa (alias Kappa);

First Shadow (alias K2);

The Phantom of Lacan,

The Phantom of Emme.Gi. (alias Mario Gabriele, alias Antonio);

Antonio (alias Emme.Gi.);

Second Citizen;

Evelyn (personage of Mario Gabriele);

A small mask in a mask (Odette of Emme.C.);

A Phantom crowned with laurel (alias Poet, alias Gino Rago);

Young beautiful blond (alias Helen wife of Menelaus);

Elderly youthful lady (alias Hecuba Queen of Troy);

Costantina-Costanza (daughter of Costantino, alias Donatella-Costantina Giancaspero);

Cenerentola-Luigina (alias Luigina Bigon);

The Clown (alias Adeodato Piazza Nicolai, alias a Prince, alias Poet);

Choir of the Masks

Gino Rago (alias The Poet crowned with laurel);

Hecuba Queen of Troy;

Helen, wife of Menelaus, raped by Paris;

Gi.Esse. (alias Unknown Young Man).

 

PART II

 

Scene I

 

Theatrical text by Mariella Colonna freely derived and inspired by some inedited poems of Giorgio Linguaglossa: The Night Is God’s Grave

 Directed by Mariella Colonna

 

Giorgio Linguaglossa

 

Carnival of the Shadows

 

Starry night. Carnival. Venice.

“Welcome to the Carnival of the Shadows!” said one voice.

The Angel Achamoth with twelve eyes

which only watch his own eyes, yelled:

“Remove the mask!”

And we entered, with other prisoners, in the hall of eternal shadows.

There was a devilish fight.

White statues approached under an iron and cement yoke

erected, to the left and right, among blind windows along

an ambulatory on whose walls hung

thousands of faces inside golden frames.

The painted faces spoke among themselves.

They said: “Don’t let enter the damned shadows!

Prevent their entry!”

[…]

I am aware that from the door many come in.

They say: “Good morning” and “Good-bye”.

And they go back to the dark from where they came.

There is fighting; some types want to come in through the windows.

The pound on the glass of the closed shutters,

they also fight with the shadows.

“They want to become shadows”, I thought with sadness

and I was amazed by that thought.

[…]

A triplicate voice raied from above, from microphones

of speakers hiddend in the dark:

“Welcome to the gallery of the dead frames”.

“Leave the clothes on trhis beach”.

We leave our clothes on the beach and enter into the sea,

Up to the waist.

The wadows come slowly inside us

like ink in absorbing paper.

And disappear.

[…]

The voice returns on the micrfophone.

Gare de Lion.

The mike walks in the waiting room.

The frame attaches itself on the wall. The sea withdraws from the beach.

The shadows abandon their bodies

And walk in the flight of the white seagulls.

 

Giorgio Linguaglossa

 

MariellaColonna

 

The second part of the Allegory begins. The real characters are drawn in the same way as the personagespresent in the poems of Linguaglossa and Mario Gabriele

 

The starry night completely enfolds Venice

adored by the sky that can mirror itself

in its waters hungry for stars. Tonight

is uniaue, special, fantastic and antiretorical.

 

“After millennia of waiting can be realized

The Carnival of the Shadows due to my merit.

I am Mister Kappa, known in the whole world

And especially in the Beyond which now is Here!!!

Well, this cosmic first show

is placed in my care…

And I, the word of Kappa, will show you I can realize

all your desires…There is, at the start of the show,

A great novelty “The invitation to the Carnival of the shadows,

in the poetry of Gi.Elle.,

he’s turned by an Angel. He is the Angel Achamoth!”

 

The First masked Shadow who looks like Mister K2,

Well known to us yells in silence with much force

That all the masked Shadows comme to listen.

 

“Tell the truth, this Angel is, like you, Kappa,

alot unrecommendable: he has twelve eyes

that look at his own eyes, ha ha ha!

he only sees himself backwards!”

 

Kappa “Mister, you’re not for me… you are not a Shadow,

you are masked as a Shadow and so you’re not credible.

Obey to the order of the Angel!”

 

First shadow “O yes, I am here for noble reasons, I can’t obet

a perverted Angel who’s re-dressed in light.

However I will await on the side trhe events.”

“Agreed, but don’t try to fireup the battles”

 

“There was a crunch by the devil”K2 tells himself,

From this angle I can observe

the whole situation until the moment of truth

which I wait for long and painful centuries.

For now I suspect nothing, I only see white statues…

under the weight of iron and concrete, enslaved…

something else than the Carnival! And the faces in the frames

who talk among themselves: “Do not let enter the dammned shadows!”

 

“It’s the confermation that Mister Kappa, blinding our eyes

with the splendor of Venice which filters

from shuttered windows, is planning something.

“I have to bewarenot to let myself be grabbed by his magic  tricks.”

 

A voice as if of lightning:

 

“Lady Shadows the show is beginning!

Lady Masks the show is beginning!

Are you ready to come out and enter in the scene?”

 

A rumorous choir of yeeeeses causes the scenic space

to explode and “from one side of the door, many come in.

they say: “Good morning” and “Good-bye”.

And go back to the dark from where they came.

 

“Then crazier things begin to happen” says K2

He had returned among the Shadows, drawn by the absurdity of the scene

“On order of a triplicate voice from above we abandon the clothes

On the beach and enter into the sea I do not see, up to the waist.

White shadows slowly come inside us

as ink in absorbing paper.  But, what is happening to me?...

At la gare de Lion…I see the sea! It withdraws from the beach. I no longer

know where I am.”

 

Now a violent music in Piazza San Marco

tribal sounds and afrocuban songs shatter the hyper-reality.

The Masks erupt and the Masked Shadows all together,

driven by spirals of wind and waves-music.

with silvery trumpet blasts and scintillating laughter.

The eyes shine under the Masks,

“Now let’s dance!” “Thrre is nothing else to do!”

Colors, wide gowns, blasts of red, cobalt, gold, esmerald green

starry dark sky, reflections start to turn in a vortex.

Silvery microreflections with frightening power

Create a web of interferences, of synergies

change form from filiform laser to exotic flowers

with strange semblances taking on life,

a lizard-green color assumes human shape:

imposing silence even to Kappa.

 

“I understant your excitement and passion for the Carnival

after eons of shady silence but here comes to “play”

the sort of the human race: and, to get out of the cosmic

“empasse”, the meta metaphysical powers have given me

who is - he makes a deep bow –

The phantom of Lacan”.

Here present as an “infiltrated” known to all this way

and, for the occasion, endowed with special powers.

(Kappa makes a grimmace)

“You know well that your EGO,

(ancient sossilized “I”) in NOE

(NEW ESTHETIC ONTOLOGY)), have  no more powers.

For now  I substitute them, now that I hav full powers

in the immense waivering field

of potential forms and birthing realities

of POETRY! Gentlemen, this megaparty,

if you indeed will participate, will make come true

the Desire of each grand Man and Woman

who, at the center of being,

also finds always THE HAPPINESS.

But the condition for which it will come to you

is the Mystery-“thing”, the mysterious silence of the soul

and of the Shadow that now will come together

in the music with no sounds that weaves again all ties!”

 

Kappa: “Don’t spread out yourself  too much, poetical Phantom,

remember that if you invade my territory

for you there will be troubles!”. A thunderlightning

crosses the entire piazza…

F. of L. “Tonight you won’t be able to do damages,

dear Kappa. Control, if you want,

this special pass signed

by the Supreme Authority you know so well.

Kappa: Youwretched fantasmunculus of Poetry

who does not have ny power among humans

do you thing to challenge me, Prince of this world?”

 

“You don’t believe in my powers” Watch then!”

F.of L. gives off a phosphorescent light and,

with a wide and determined gesture: “Here is a scene

created from nothingness!”

Speak now, phantom of Giorgio, you have the faculties!

 

As night is falls, from the large window looking to the sea,

under the feeble light of the stars, after the dawning of the moon,

you can see on the gravelly path among the salt cedars

and the acanthus a peacocks’ tail with a scalet gown

of Madame Sosostris…”

 

Choir of the MaskedShadows: “Who is Madame Sosostris?

“I cannot tell you. I only give you a hint: The Waste Land of…”

Your Carnival play must be

the most passionate search for the truth

about the most troubling persons in History past, present

maybe also future. There are no more divisions of time

and neither between death and life: now the Shadows of the past,

the Phantoms of Poetry, like I am, are more alive than the “living”

speaking, explaining, helping to create new worlds

new languages…the newest of words…”

 

Kappa in a sibilant tone “Poetry is illusion, a swindle for weak souls”.

A choir of poets yell against him:

“Shut up, misleading devil! Today is the grand occasion

for all of those who have Poetry at heart: you can realize

the GREAT DREAM! So, everyone at work,

I will be with you untill you won’t have resolved

the ENIGMA and…the hardness of your own hearts”!

 

To the right, in the immense piazza

a group of shadows abandons bodies and masks

and walk in the flight of white seagulls.

Kappa whistles like a snake: “Here is the other Phantom,

The one of the famous Gi. Elle. Who with his verses chased away

a bunch of Shadows who hate poetry,

or else they love it too much…maybe they are following

that verse of his, attracted by the flight of seagulls…what a problem! (he yells):

“Hei, you, I’m talking to you! Come back right away!

Eternal damnation is waitinf gor you! Ehm, I wanted to say

the joy of the cosmic Carnival!”

“This way, there is the Bridge of Evil, or of Goodness, chose yourselves

-the clown continues -

over there is Venice, the laguna of Murano and of ceramics,

the winged lions of San Marco, the female graces of Tiepolo,

the places of the Doge…”.

[…] and, fortunately, there are

seven step-sisters dressed in red seated in the doorway.

A path of fine stones splits in two.

The first one leads to a tower made of grey stone.

The second leads to a tower made of white stone.

But it is only a mirage, both towers are the sme tower.

The Shadow’s prisoners unknowingly roam

from one tower to the other.

 

“Are we in the Tower of Happiness? Asks Mister K2

 

“But which Happiness?

“The one promised to each man on earth, says Gi.Elle.

Kappa: “Don’t say absurd things, Phantom 2! Happines doesn’t exist

it is a flower of flesh and blood, it the exhaustion of desire

in the instant of ecstasy…the eternal happiness you are talking about is

vanished for ever. The grand Dream of Eden is lost

for you, is lost for you, it is looost! Do you understand it or NOT?”

Gi. Elle.: We will talk later about it Mr. Kappa, you do not know who I am

It isn’t a question that can be resolved in a few phrases!”

With these words The Phantom of GI. Elle. trasfigures himself

in his real image, that is in flesh and bones,

of the Emperor Giulius Cesar, dressed as in that fatal day

sadly renown as the Conjure of the Senate,

with traces of living blood in the 33 points of the knife’s hits.

 

“Today I am here with you to live together this Event

Which, for the first time in History,

celebrates Poetry as one of the highest forms

of true Politic, the one that grows from below

as wheat from the earth that it’s up to Us to seed,

and You to gather. In the historic moment we are living in

all together, the dead no longer dead e and the living

who must return to living, the Politic

finds no more land, nor human spaces to resurrect.

Thus the great force of Poetry (which is creation)

must  dig up, re-strenghten, irrigate the tired lands

where the seeds of the new do not find

nourishment, dry up and turn to dust.

I am here for you and my own truth,

but first there are the friends who did not drive

the knife in my flesh…you are for me

the New that advances and from Rome’s ashes resurrects

the old glory! Courage, Friends!

Shut your eyes and maybe you will be able to see…

this is the most effective method we use today”.

Kappa: “Enough, enough, Mister Giulius Cesar,

You’ll talk later about this…non the feast has been programmed…”

 

Shadows and Masks, howling, order K to shut up,

 

And Cesar continues:

“If reality now escapes you and hides in the background,

toward you come the living phantoms, the mysterious phantoms

of the Inconscious, that dimension from which ie excluded

the damned “EGO” that has condemned

even myself that distant day of the Ides of March!”

 

The Phantom of Emme Gi. (Mario Gabriele) takes off his mask

He is Antonio and turns to the Shadows, after having looked at

With fervid admiration rthe Divine Giulius.

“I am here for Cesar!!! And now I will repeat

the thing I said more than two-thousand years ago,

after the murder of my Friend”,

at his funerals so that no one would forget!”

 

Kappa: “I hope that

you will limit yourselves to the essential parts, since we’re here

for a Carnival feast!”

 

Choir of the shadows and of the masks:

LET HIM TALK, KAPPA!!! I have already told you,

It is more than two-thousand years that he is waiting!!!”

Well, yes, I will speak…the time is still, the night will be long.”

The scenic space is expanding,

It has no more barriers, Antonio’s words occupy all the resounding space.

 

Antonio Friends, Romans, fellow-citizen, lend me your ear; I come to bury Cesar ot to praise him…. He was my friend, faithful and just toward me: but Brutus says that he was ambitious; and Brutus is an honorable man….When the poor had cried, Ceasar shed tears: ambition shoud be made of rougher stuff; and yet Brutus says he was ambitious; and Brutus is a man of honor. All of you saw how at the Lupercals three times I offered him the crown of king and he refused it three times: was this an act of ambition? And yet Brutus says he was ambitious and, indeed Brutus is an honorable man. I am not speaking to contrast what Brutus said, but I am here to give of what I know. All of you once loved him, not without reason: what reason then kepps you back from crying for him?.....

 

Second Citizen: They were thugs, assassins: his last will! Read his last will!

 

“Antonio: You force me then to read the last testament? Then form a circle around Cesar’s body and let me show you the one who made the last testament.

(…)

Antonio: If you have tears prepare yourselves to cry now. All of you recognize this mantel: I recall the first time that Cesar wore it; it was a summer’s evening, in his tent, the day he defeated the Nervi: look, here Cassius’ knife passed it through; look at the trear that Casca  caused in his hatred: through it beloved Brutus struck him, and whe he pulled out that damned steel see how the blood of Cesar followed him, as if it ran out of the house to wether or not it was Brutus who so rudely had  knocked at the door; because Brutus, as you all know, was Cesar’s angel: O gods, judge for yourselves how dearly Cesar loved him!”

 

Shadws and Masks followed in participation even with tears:

 

Antonio: “Do you think it was useless to remember?...

Even a history writero of your times (Mommsen) declared

that Giulius Cesar has been the only great Emperor of ALL times!”

 

A rain of applause that put Kappa into depression

Cesar feels pity for him:

“Ok, Kappa, don’t take it so hard,

before the GREAT TURN we will Play as all of you have it so much at heart!”

 

Suddenly Evelyn enters the scene, dressed in light grey

leggins and veils in various layers, her little breasts show through.

 

Evelyn: “Messers Giulius Cesar and Antonio, dear Phantoms and Shadows…

There is an unexpected event that makes us reflect:

THERE HAVE BEEN FOUND VERY PRECIOUS SINGLE SHOES

WITH ELEGANT EMBRDOIDERIES AND STONES OF GREAT WORTH!

Three very important women have lost a tiny shoe:

Among the Masks there are three Cenerentolas, do you understand?”

It is not enough that three noble horsemen discover the three ladies

who have lost their tiny shoes.

The play is far more compex and difficult: we talk about deciding

the fate of all six personages…”

 

Kappa is enthusiastic: “Of course, dear Young Lady,

YOU UNDERSTOOD PERFECTLY! Not all has been already

decided from the start: the will and desire

of Shadows Masks and Phantoms

will choose to satisfy or completely modify the destiny

(to suggest “how”...I will decide myself, he he he!)

 

A Giullare-Clown jumps in the middle of the scene all colored

And tries to grap the rose-lillac shoe, very precious.

“I know whose it is!” Howls the Clown, and goes closer to one

lovely Mask,.ì “No, it ‘s not yet the time”

she says and gracefully pushess him away.

 

There are those who are still crying for Cesar and those who laugh for the jumps

And the jokes of the rejected Clown, who moans about

the passing of time…and the withdrawal

of the Object of desire.

 

A tiny mask wearing a mask (it could be my Odette,

says Emme. C.) she sings to the rhythm of a medieval ballad…

don’t think, don’t doubt, don’t worry about other problems

for us all there is the whole world, there is Goodness and Evil

so give space, give much space to Goodness and quickly leave Evil

that keeps you in chains with pleasures, with pleasures!

Think and do not always doubt, don’t make new problems for yourselves!”

 

Evelyn gets ethusiasti and takes off the mask from the tiny mask…

“I knew it was you! Brava Odette, well sung to Kappa!

Let us hope he will not take it out on you…”

 

Odette; “But no! What can he do

in front of almost the entire universe?

Will he make us turn ugly and old?

Remember that here time has no power over us.

We can bend it, reduce it under our power.

Look! And with the flip of a hand Odette Mascherina 2

Stops the whole scene. The entire piazza is stilled,

The music is mute, THE CLOCK SHOWS 23.30,

Always the same time.

The Clown, frozen stil, watches amazed the unmoving hour.

 

At that moment, among intermittent lights,

show up from windows of the housesi

in furious waves of stellar origin,

three characters appear on the scene:

a Phantom crowned with laurel, a beautiful young lady,

and an elderly still young Mistress, pale and severe, wearing

a white tunic and a Queen’s crown

bearing in her hand the royal emblems.

 

Cesar greets them with great honors:

“As you can see, although time is still,

you are free of its captivity,

by virtue of something that now I cannot tell you.

But tell me, o noble crowned phantom,

why Are you here?”

“Like your own testimony of truth is my own,

but now neither I am allowed to speak

so as not to interrupt the interstella playing of the precious small shoes!

The news has reached the High Spheres and the Angels are already making bets…

Immagine the devils down there what they are up to!”

 

Giulius Cesar: “So be it! Let’s get on with the Play!

Let time begin again!”

 

A movement of eyes hidden by the masks

changes time’s movement from left to right

at first slowly, then always faster…

Concerned, all stare at each other but Mario Gabriele reassures them:

“Only slow down the eye’s movement, but not too much:

That movement causes a strong energy allowing time

to thicken or thin out, following the player’s intentions.

Meanwhile look at these marvellously small shoes,

there’s never have you seen others more beautiful!

The three ladies who will wear them

shall live in the very heart of happiness…

at least during the time needed to grasp the secret.”

 

Kappa: “Now it’s enough! You have spoken more than enough

And you risk to destroy my program

Which is very very different from yours!

 

Mario Gabriel “This at least se had understood”!

Take up your place as Leader, Kappa: now is your turn!”

 

Kappa: “I have observed for long a too beautiful lady!

Too beautiful!, she has dark eyes that shimmer

like lively small fish and with her looks she follows a tiny shoe:

it must be hers, but she cannot grab it.

The one chosen by destiny will have to bring it to her.

And who are you, o noblest and sweetest of ladies?”

 

I am Costantina-Costanza, daughter of the Emperor Costantine,

many have disapproved of me and pointed a finger as a woman

who’s cruel and dishuman, but others, for my conversion

to the Gospel of Christ have considered me Sainted.”

 

Kappa remains in silence and keeps on chasing phantasy

he lives new emotions, he softens up,

he even feels disteign for his own cruel comportment.

And talks to himself.

 

“Interesting creature, nearly cut in half betseen

a cruel nature and greedy for power (just like myself)

and a second nature predispoed to sanctity…and then

he has a fatal look, those eyes have pierced me

in the depth of the soul. Ah, what a turning of fate!

I cannot stop to stare at her eyes, but she

escapes me…how, how will I behave with such sweetness in all her body

to push forward my damned proposal

of damning all souls?”

 

Costanza-Costanza permits to be watched, but does not exchange.

She thinks of her many ancient husbands and to her newest lover

who has crossed over  time o as to reach her.

Naturally she knows who she is, but he is not sure that Costantina

is Saint Costantina and doesn’t think that her cruelty,

motive of exitement for those of her time, could have entered

like sorgive water in Kappa’s heart.

However it is not cruelty that draws the old devil….

 

At that moment the clock strikes midnight and in the full light can be seen the golden shoe of

Costantina, woven with precious stones.

 

Kappa is unable to stop himself:”I want to try on the small shoe myself

Marvellous on the tiny foot of the “adorable dame”

And runs to grab her  at at the central  banque where

The shoes are placed.

 

But, at the precise instant, time begins to run

crashing forward, and nearing our epoch,

gets entrapped by many clocks:

from the one on the Tower of Piazza San Marco to those

of the Tower of London and of Paris and of Prague and so on, the crowd

goes crazy in the whole world looking at the hour,

the sun darkens, the round moon as big as the sky

seems to come near the earth…then everything calms down

when Giulius Cesar becomes aware of the cosmic fissure

he quickly pulls of his mask and shows his real

final identity: he is Giorgio Linguaglossa who runs

faster than Kappa toward the small golden shoe

and puts it on Goctantina’s foot,

while she takes off her mask of Saint Costanza.

The two have made the choice of ther own common fates

they hug one another and Giorgio says; “Maybe the devil has redeemed himself

for loving you…a true striking of lightning! Humanity is saved!”

 

Kappa: “It is not saved, it is not saved! Cesar-Linguaglossa

you are the usual visionary! Don’t think you have won,

that woman is for me and I won’t let her get away.

There are other pairs of marvellously tiny shoes

I will be able to convice her to come on my side!

I have fallen in love with her eyes,

but I will not be redeemed, I won’t let it happen!

 

Misters, may your play, do your very best while I

will find a way to ruin the fate

of this couple and of the world!”

 

Gi.Elle., with the help of Lacan’s phantom,

he appeals to the cosmic force poetry (which Kappa abhors

because it is not the source of riches and power):

 

“That which exists is. Something always new

changes face and stays the same. The clessidra of being

always turns upside newly down, and you with it”.

These words were impressed above the door of the Hotel,

at the sotoportego in Venice.

Whoever entered read them and whoever exited forgot them.

[…]

Kappa: “How, how? Can we know what…yu are talking about?

Talk clearly, I don’t understand you!”

Costantina laughs and thinks: “On some arguments Kappa

is not so prepared as he says he is…”

 

***

 

SECOND SCENE

 

Gi.Elle., and Lacan’s Phantom

 

On a night like this, in a night of tempest,

the firmament still swims towards the star of the sea.

The star takes needle and thread. The turnstile turns around its apex…

And, beneath Earth’s Tombstone,

the guests of desire and of happiness sleep.

 

Kappa: “Oh no, I feel that I am loosing strokes…”

That lady’s looks, saint or no saint,

Puts on my skin a weakness never felt,

I sense emotions…but who am I? Surely I am no longer

the Kappa of before!

And then those words of Gi.Elle:

 

“On a night like this, in a night of tempest,

the firmament still swims towards the star of the sea.”

 

Painful words, that I can’t repeat,

But they caress my old soul, inside

something is moving, a kind of flower opens up

in my breast…springtime? Never knew what it was,

never looked at a flower.

 

Mario Gabriel, with angelic voice that upsets Kappa.

 

There are miracles you do not see.

The hands of the clock at midnight.

You stop and watch the world flowing.

 

Kappa: “But it is true, I don’t see! I do not see the miracles! It is not true that those who do not see sees sees better, LIKE SAY THOSE OF THE NOE!

 

Mario Gabriel: “ But it has nothing to do, you didn’t understand the meaning of “not seeing”, it makes the immagination explode!”

Kappa: “Ah, Ok, maybe I am tarting to undertand,

But I am, it’s hard to express myself…just caresses of Poetry!”

Mario Gabriel: “Bravo Kappa, already you have expressed yourself poeti-cally!” Now listen:

 

Little prodigies the hours carry.

February’s days always short and more bitter.

And then one asks why we are here.

 

Kappa: “Hei, yes, now even I want to say it this way:

Why am I here?”

M. Gabriel: “Maybe you will UNDERSTAND if you hear again the voice of poetry…

 

MarioGabriel:

 

“In Vienna Sigmund found the way.

The mazurkas of Europe.

Always trips on the days of the year.

Outside home, something will happen:

Cadeau or memories of love.”

 

Kappa: “This must be the magic of love: supersticious people call it this way. Many women in the past were burnt at the stake for such things, they called them witches.

But the wsoman who’s captured my heart is Saint…I begin to believe that being the supreme Chief of Evil is only a great misadventure…He cries. Poetry is a force that is impossible to resist!”

I’going, I’m gooooing!”

 

Costantina-C.: “Wait (she feels pity) and offers Kappa an embroidered handkerchief:

He takes it on his knees, dries his tears,

Then runs off upset. But first he tìsays to her:

Holy lady, Costantina…no matter how things go…I will NEVER forget you!”

 

The people of the Masked Shadows is in great turmoil: the time already is moving and stops in alternate phases, does turnabouts, it winds up in spirals, slides on two rails in opposite directions. Elle. Gi. Retakes the leadership of the evening and everything seems to quiet down, the euphoria of the people is at the highest level, but is kept under control by the rhythmic music that starts the “Ola”.

 

Midnight sounds. The Clown runs toward the tiny shoe that was bneing stared at by the preferred Mask. He grabs the precious object, as he begins to place it on the graceful foot of the mysterious woman, he’ stopped by the Phantom of Lacan. / “Wait…do you know who this small Mask is?” / But sure I know it, she’s one of the most famous / protagonists of the Fables for children of the whole world!”

 

F.of L., “do you know that, in this play, / you can always change your fate?” what are yu hiding under the mask?”

 

The Clown rips off the Mak and takes off the clowns’clothes: / He is a Prince, a real Prince!” / howls the masked crowd, yell the Shadows… / The tiny Mask offers her foot and the shoe fits perfectly for Cenerentola Luigina.” In the air the Minuet for Casanova starts to play.

 

Cenerentola Luigina: “But I am poor, what will I do with a Prince? And he what will he do with Me?”

 

The Prince: “Just one moooment! You still do not know who I really am

 

…I want to talk with you, wait” And recites his verses:

 

“My faithful love, you guide me on the wide path

toward every harsh border.

You are thought trascedent of my immanence

you, womanly love, are the eternal vine that feeds me

completing each of my days.

You are the loving hand, you are the rose

of springtime which cancels my harsh winter,

 You, my sweetest wife of my complicated life…”

 

Cenerentola Luigina: “You are not a Prince, you are a Poet!... I want you this way!”

The Prince removes the second mask of a Prince.

The choir of Masks: A-deo-dato! A-deo-dato! A-deo-dato!

You are a Po-et You are a Po-et!!!!!

 

Kappa enters with a strange expression, sad but full of hope.

(talks to himself) “Here they talk of love…my legs are shaking…

I cannot live without her: where is she?

where are you Costantina-C?” She is with Gi.Elle., they are holding hands,

speaking sottovoce. Gi.Elle., for the second time

feels sorry for Kappa and invites him to drink together with Costantina

the mythical red Campari in crystal glasses.”

 

Kappa: “No, thanks! I am shaken up by too human feelings!”

M, Gabriel: “he soon also feels pity and asks him to walk with him a little to speak, while Adeodato and Luigina are dancing excanging poetry verses.

Adeodato: “You are the loving hand, you are the rose / of springtime that wipes away my harsh winter, / you, my dearest wife of my complicted life…”

 

Cenerentola Luigina: You who from the events / have gained the strength / the tension of the walk…pull a cart / of vagant restlessness / of hands that cling / you /road of hurricnes / know stars and hands / you gather hands / to lift the flesh / over the clods of earth…”

 

F of L.:  “they are well harmonized, even if different: / he speaks of love, she nswers / with verses of great expressive force / which could be addressed to each other or to both…”

Kappa: looks at them from far away: in the framous night of Carnival he has understood to have made the greatest mistake of metaphysic History…”I have also lost my powers…let’s see:

 

Kappa: let all the lights go out, even the stars!” He orders, but at the contrary / the lights go on flourescent and colored / in the entire Piazza San Marco./

The one who looks up, sees shining the luminous  stars / of a night without moon.

 

F of L.: “MAYBE I’VW FOUND A SOLUTION FOR YOU: do you wish to enter in Poetry with us?”

 

Kappa: “The problem is that I am not a poet

 

Mario Gabriel: “Genial idea, dear Phantom of Lacan!:Kappa can join the NOE, WHERE HE WILL HAVE MORAL HELP AND GUIDANCE TO THE NEW ESTHETIC POETRY!

 

Kappa smiles: tell me that moral help will give me / Costantina!

 

Giorgio Elle: “I will give her myself who have created you as a character! / Costantina coud assist, but she is Sainted and is untouchable, she is a Priestess of Poetry…and you always remain a dangerous subject, regardless of your good intentions!!

 

Kappa: “Very well, yes! For love of Costantina / I will become a Poet, I swear it!”

 

F. of L: BETTER, BUT ALWAYS HEARD FROM ONE ROMANZA!

 

GIORGIO LINGUAGLOSSA shuts up Kappa and the Phantom of Lacan.

 

Gi.Elle.,  “Let them now enter < The Poet crowned with laurel> and his gentle accompanying ladies!”

 

Kappa: (Very excited): “the Poet (with the capital P) and / even more, crowned with laurel?” I will look after him / and he will teach the Art of POETRY! (he addresses the three in a praising mode, bowing down and…please make yourself at ease, in the center of the scene… / from here you can dominate the perspective, the hologram, the synthesis of the existent!” (to himself, speaking bigger words the more they will think of me/ as one of them, a true aspiring POET!)

 

Gi.Elle.,  “Shadowy Ladies, Phantoms, Masks and Poet friends! / Here with us is a great friend of Greece, of the Mediterranean and of Homer and our own friend. / He has brought among us the illustrious ancent extraordinary / event that saw Troy and Greece fight for 10 lery long years / with huge sufferings and deaths from both sides. / Take of that mask, Poet, reveal yourself!

 

The Poet takes of his mask: he is Gino Rago. / A tempest of applause covers over the scene!

 

Gi.Elle.: It is only thanks to him if the Trojan War / didn’t destroy the basis of western culture, to which it had iven birth space and wings the Greece that survived! By merit of our Poet the War of Troy is finished / but not completely finished: it has left us as heritage / two women who left their mark on History. / All of you men, here before you see Helen ofTroy and the Grand Queen Hecuba, who has carried in her memory a forgotten, unforgettable event, moved by the values we can recover today to possess again the human dimension of man!

 

Kappa: “It is time that I go to study History again, WITH ALL THE DEMONS I HAVE IN MY HEAD…but, luckly now, some courageous angel is helping me… and the thought of Her, the sweet Saint Costantina who has taken me to heart…”

 

Gi.Elle.: “Keep quiet, Kappa, /

 

                                                   

                                                  

 

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